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APPARENZE

Aggiornamento: 13 apr 2023

Può capitare di realizzare il forte contrasto tra impressioni personali e realtà oggettiva, sia in positivo che in negativo, rispetto a persone e luoghi: realizzare per me vuol dire proprio prenderne nota interiormente, farne esperienza, sentire che da quel momento in poi, l' approccio interiore verso l'esterno sarà mediato da un nuovo filtro cognitivo che auspicabilmente porterà più apertura e nutrimento per la coscienza.

Forse capita più di frequente per ingenuità o eccesso di fiducia, che ci ricrediamo su quanto e come abbiamo immaginato una situazione, una persona, una relazione; rimaniamo delusi ma in fondo questi accadimenti non ci stupiscono. .

E' più raro invece, stupirsi scoprendo che qualcosa è quasi stupefacente rispetto a cio' che abbiamo immaginato preventivamente come se avessimo pensato in piccolo e trovato il grande.

Imbattersi nella situazione di trovare una situazione reale disconfermante le nostre impressioni o pregiudizi circa le apparenze esteriori, è un emozione piena, molto bella, che ti fa sentire un granello di essere vivente che si muove nel vento delle possibilità della vita. L'episodio non riguarda qualcosa di eclatante ma nel suo piccolo racchiude un grande insegnamento.


Modena, alla ricerca di un attaccapanni usato e in stile liberty, zona industriale di intenso scorrimento di auto. Vicino al magazzino dell'usato, c'era una bar trattoria con un'insegna molto spartana e sbiadita e la veranda estiva antistante era disordinata.

Ho immaginato che avrei sentito entrando un odore di gnocchi strafritti nello strutto misto a un odore di locali poco arieggiati.

Avevo bisogno della toilette e sono entrata lo stesso per non fare il viaggio di ritorno a casa in scomodità.

Ho aperto la porta e si è spalancata di fronte a me l'interno del locale, totalmente piacevole e quasi sbalorditiva per la ricercatezza e l'originalità.


Non saprei definire lo stile del locale: c'erano diversi elementi di recupero: un bancone di legno massello molto tarlato con sgabelli stile anni '80, tavolini e sedie anni '60, una carta da parati che raffigura un motociclista o forse se non erro un aviatore ma quello che forse arricchiva legava tutto era il pavimento non lineare e non completamente rivestito di piastrelle e ricordava gli interni di case storiche. I soffitti alti e la cucina, sul retro del bancone, è un po' a vista: un caffè è stata anche la chiaccherata con le due sorelle che gestiscono il locale che non si sono risparmiate a far scondinzolare la dolce cagnolina al mio seguito.




Quante volte viviamo condizionati da impressioni? Questo simpatico scherzo della realtà rappresenta per me il messaggio della bellezza della molteplicità di manifestazioni della realtà che si offre ai nostri sensi; siamo noi poi che dovremmo saper sospendere per un attimo le impressioni viscerali e trarre una conclusione con calma.

E se applicassimo questo modus mentale anche con le persone ? Un luogo è qualcosa di meno coinvolgente, intrigante e complicato di un rapporto umano: a volte proviamo repulsione o ammirazione in pochi secondi per qualcuno o per una situazione ma nel movimento di tutto, potrebbero anche mutare queste impressioni se concediamo alla nostra soggettività di non attaccarsi a logiche strettamente dualistiche.

E' naturale poi seguire sentieri che ci procurano piacevolezza e senso di armonia ma è un esercizio molto stimolante pensare alla pulizia dei 'filtri' personali, cioè del proprio punto di vista, dell'abitudine a percepire la realtà secondo un nostro binario conosciuto.





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