INDIVIDUO - DISPLAY - E SOCIETA'
- lucia ambrosino
- 2 ago
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 7 ago
Da diversi mesi non scrivo sul blog perchè ho vissuto con ritmo fisicamente sostenuto ed emotivamente intenso. Quando siamo impegnati totalmente, il tempo non è disteso e non consente di scrivere; scrivere richiede spazio mentale e tempo vuoto pero' mi sono accorta che non avere tempo per stare davanti a uno schermo è qualcosa che ho notato sia in termini negativi, cioè ho sentito di aver trascurato di porre l'attenzione sul pc sia in termini positivi, ovvero ricordi di più che la vita è altro, altrove e che fors el avita ha un ritmo che il pc rallenta o rende fantasmagorica.
Cosa ho fatto in questi mesi che mi ha tolto l'attenzione dal sito web?
In condivisione con un'altra volontaria, ho accolto in casa un bellissimo cagnolino di nome Rocky che ha una malattia neurologica degenerativa e mi ha letteralmente trasformato la vita, l'ha intensificata, in parte anche compressa per l'organizzazione e la prevenzione che richiede la sua cura. Lui può cadere facilmente, si affatica molto anche solo per una passeggiata di 20 minuti se pur sorretto da un carrellino ma nei suoi momenti più energici, ha una vitalità, una sensorialità e una furbizia giocosa che lasciano molto sorpresi e commossi. Con impegno, come se non si sentisse di avere alcun problema, pur di raggiungere un punto della stanza, ovvero la ciotola di acqua dell'altra mia cagnolina, Bruschetta, cade e strisciando un po', si rialza.
Attimi che impressionano molto tutti i sensi.

Nel poco tempo libero mi sono resa conto più profondamente dello spazio grande che ormai hanno preso i collegamenti con i social, quasi come un impegno in piu' a cui adempiere per scrivere, vedere, leggere curiosità e condividere che, col poco tempo, ti sembra di trascurare, ma anche del frastuono che proviene dagli stessi collegamenti: fuoriesce sempre una proposta, un qualcosa da acquistare, oggettistica o negli ultimi per la maggiore vanno lezioni e percorsi per il successo di sè. Mi sembra che questo tipo di marketing sia molto battuto.
Anche io mi impegno a divulgare anche io un approccio che attraverso esercizi e trattamenti individualizzati, aiuta a prendere contatto con un'energia più profonda di sè stessi, questo è infatti il motivo di partenza anche della costruzione di questo sito web; la bioenergetica è una disciplina in cui credo molto perchè aiuta a comprendere meglio sè stessi e gli altri, a dare un senso alle proprie debolezze o a emozioni ingombranti e ridefinire spazi interiori, aiuta a ridurre gli spigoli del proprio carattere, a nutrire i vuoti, a riscoprire la liberà dell'essere e del fare o non fare, ad affidarsi alla vita anche nel suo caos triste. Questo approccio rientra nella sfera olistica di strumenti per la crescita di sè sono dentro al sistema eppure noto anche una forte esposizione commerciale della parola spiritualità su tutte le piattaforme on line: corsi per risplendere, corsi per trovare il proprio vero potenziale, corsi on line di pratiche antiche, stile bignami, corsi per sconfiggere demoni che se anche non hai, inizi a presumere di averne, corsi suddivisi in vari livelli, anche di richieste economiche.
Questo mercato digitale mi fa ancor di più credere che l'essenza, la pace, alla fine e' solo da cercare dentro, anche se - come recita il motto - "quando l' allievo e' pronto, il maestro arriva", credo che il maestro sia una figura con cui approcciarsi in diretta, da far crescere e sperimentare sopratutto in contesti off line.
C'è un grande collegamento tra individuo e società: quanto puo' incidere tutto cio' che accade nel mondo sulla dimensione personale, guerre, crisi climatiche, migrazioni e nuovi apartheid, cronache nerissime, catastrofi meteorologiche e quanto è altrettanto vero che la rivoluzione che si vuol vedere nel mondo, comincia da sè stessi, come recitava M. Ghandi.
Ad esempio la meditazione credo sia il fulcro di una semplicità essenziale che richiede proprio poco in termini di costi: si svolge anche accanto agli alberi, seduta a terra, con respiri profondi per sentire il corpo, per portare abbondanza al proprio cuore e a quello degli altri, calmare la mente, augurare amore, accogliere con equanimità tutto cio' che la vita è e non è.
Il mondo digitale sembra che massifichi e omologhi tutto anche se dietro a schermate colorate di pro - memoria di eventi, ci sono persone motivate, appassionate, belle ma poi le logiche on line sembrano superficialmente commerciali. Il consumismo segue delle leggi sempre simili e tocca anche corsi, attestati che certificano un livello di qualche sapere e talento estremamente personale, soggetto inoltre a una ricerca infinita ma sotto la lente digitale, sembra si omologhi anche la realizzazione del sè.
Trame semplici come il respiro in natura sono a disposizione da sempre, trovi un posticino per sederti, chiudi gli occhi e ascolta.

C'è anche un aspetto sanitario emerso negli ultimi anni e nel mio piccolo, credo di averne fatto un assaggio: sembra che la vita proposta sui social sia emozionante, adrenalinica, sempre sorridente o di successo, ma si inizia a delineare un impatto negativo sulla salute dell'individuo che utilizza molto i social o che comunque è immerso in una vita quotidiana ovunque on line: si chiama FOMO "Fear of Missing Out" e si traduce come "paura di essere tagliati fuori" e indica l'ansia sociale di rimanere esclusi dalle attività, dalle esperienze o interazioni degli altri e come conseguenza estrema può portare a depressione e isolamento. E' molto agghiacciante poi vedere le stime delle nuove ''malattie digitali''.
Attraverso il digitale, si possono avere occasioni di incontro per percorsi on line o incontri reali e intimi per i più tenaci, i temi della spiritualità e del benessere sono molto gettonati (al pari di come fare soldi in fretta su trading): è un paradosso assistere a come il sistema crei consumatori di strumenti confezionati probabilmente ad hoc per la società occidentale, e poi scrolli in un secondo guerre e rilassamento.
La mia posizione non vuole essere noiosamente nostalgica o anti qualcosa, l'aiuto di internet è innegabile per l'accesso alle informazioni che danno un aiuto concreto ai problemi della vita quotidiana e aiuta a far conoscere un progetto, una causa, un luogo ma risulta ormai difficile ricordare la vita senza mediatori anche solo di 15 anni fa - pre instagram, pre tik tok, sia come io, individuo, sia per la vita sociale che c'era intorno a me sia per la cognizione del tempo che hanno irreversibilmente modificato i social; sembra che tutto ora corra veloce in simultanea. Un sempre presente allargato.
Quando iniziavano a circolare i telefoni a mattonella, nel mirino del marketing poi non c'erano ancora i temi di consapevolezza di sè: qualcosa forse si è interrotto, qualcosa forse ostacola o frammenta L'INDIVIDUO (indivisibile) e l'individuo in società, il tema del benessere è infatti diventato più anelato e richiesto ma veicolato anch'esso da dinamiche commerciali che ci vogliono in un rapporto perenne con gli altri, in una vicinanza distante. Quanto può il benessere essere tale, avulso dalla società intorno?





Commenti