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IL VIAGGIO NEL VIAGGIO




Andare in vacanza è un viaggio destinato alla visita di luoghi diversi, per scoprire bellezze culturali intricate di altre storie, ma c'è sempre un viaggio nel viaggio, se partiamo col cuore aperto e lo sguardo elevato d'insieme, il famoso terzo occhio; c'è sempre una tappa da fare nell'espansione di coscienza.

Il viaggio è sempre dentro.


Un viaggio con un gruppo di persone viste di sfuggita, è un'avventura che può riservare qualcosa di sorprendente in tutti i sensi, così come la sorpresa può essere a portata di mano anche con amicizie di lunga data.

Nell'organizzare il contesto stra-ordinario vacanziero, si riconferma la grande varietà di modi di essere, di intendere le cose e di agire nella realtà, nonchè la difficoltà di sinergica tra queste varietà: aspetti di sè, sollecitazioni e compromessi sono molto attivi e ognuno usa la propria bilancia per calibrare il tutto.


In vacanza si gode della bellezza dei panorami, dei colori dei tramonti, dei sapori insoliti, rispettando le abitudini e i gusti dei compagni di viaggio ma forse proprio per il fatto che non ci sono vissuti pregressi e conoscenza di lunga data, è maggiore il margine di possibilità di manifestazioni di sè - nell'assenza di pre-condizioni, pre-giudizi e prevenzioni: sono più appariscenti le occasioni in cui si manifestano le strutture diverse, bioenergeticamente intese, soprattutto quando bisogna risolvere un problema, una situazione che crea agitazione.


La realtà appare sia nel suo splendore che ruvidezza: c'è la gioia della vacanza in primis ma nel contempo la mediazione tra esigenze, desideri, modalità personali che non vengono sempre conosciute, comprese e accolte dagli altri, i quali anche loro hanno naturalmente, modi del tutto personali di sentire e muoversi.



Il sapore di questa grande lezione è un po' scioccante se avviene in situazioni fuori dall'ordinario della quotidianità di casa, perchè ne sentiamo il peso e l'importanza.

E' una lezione scolpita.

Puo' esservi una mediazione costruttiva, empatica o, per dirla con le neuroscienze, neuroni specchio che si specchiano immediatamente, oppure si può evidenziare il disallineamento energetico tra le persone: è tutto perfetto in ogni caso, perchè quella determinata esperienza è valida per tutti e se si vuole, è di valore per ognuno.


La realtà non manifesta solo Luce o solo Ombre; ogni lezione per l'essere è intricata di luce e ombra e sta a me solamente coglierne il senso in modo da progredire senza pensare al senso che hanno trovato gli altri in una esperienza o alle loro mancanze; gli altri non sono li' accanto a me per rispondere alla situazione nel modo in cui io mi aspetto.

Fa male questo? Si forse tantissimo perchè graffia la ferita ma da qui trovo anche nuove strade meditative ed espressive.


Non si può criticare chi non la pensa come me o chi non agisce come me perchè ognuno vive secondo propria coscienza e la coscienza si sviluppa in base alle proprie esperienze vissute e alle possibilità con cui abbiamo reagito ad esse: le ferite personali dettano un po' legge su tutto ciò ed è questa la lezione ruvida da ricordare quando si comunica con gli altri: ognuno puo' sembrare mostruoso o inopportuno ai sensi di qualcun'altro.

Forse questo dipende anche dal sistema di regolazione emozionale attivo in noi: Simpatico e parasimpatico rimandano a due modalità differenti di sentire e vivere a differenti stati ormonali nell'organismo.




Ognuno è egoista in qualcosa. L'ego ci fa vedere in un binario unico la realtà, a volte l'ego ci fa anche credere di dover vedere le cose in quell' unico modo conosciuto, come fosse una via certa e sicura.


Le energie maschili e femminili formano danze molto variegate, a volte i passi non sono sciolti quindi ognuno vive nodi coi quali fa i conti,

con modi per conviverci o per evitarli e nel caos creativo della vita, ho sentito fortemente quanto sia importante la gratitudine verso l'ampiezza della realta' che danza continuamente, come ci insegna la filosofia Taoista.


Dove c'è una paura, c'è anche la porta per un nuovo coraggio;

dove c'è fatica, c'è anche la porta per modulare il proprio ritmo e lasciar andare;

dove c'è l'ansia, c'è anche la porta per non dover prevenire o controllare nulla;

dove c'è la scomodità, c'è anche la porta per nuove direzioni;

dove c'è il vuoto, arriva anche un essere a cui dire grazie;

dove c'è il timore della critica altrui, c'è l'onestà verso sè stessi;


E quando non si asseconda un cambiamento evolutivo, inizia un malessere.







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